Nintendo Switch entra negli eSport

Premiato nel 2016 con il Drago D’oro come migliore sparatutto torna il coloratissimo e innovativo Splatoon 2. Nintendo cambia pochissimo per il suo debutto su Nintendo Switch. Rendendo ancora più strategico un videogioco che solo in apparenza sembra volere fare il verso agli shooter per adulti. In Splatoon, ricordiamolo, non si sparano proiettili ma inchiostro. L’obiettivo resta quello di ricoprire con la propria vernice la mappa di gioco, fare casino ma in modo ordinato.  Non a caso l’animale totem è la seppia, nel senso che il giocatore può trasformarsi in essa per nascondersi nel colore e correre più velocemente.

Splatoon 2, su una piattaforma come quella di Nintendo Switch, sta andando benissimo sul mercato. Interessante è la modalità per 9 giocatori, con otto che giocano in due squadre e uno che si occupa della regia e quindi può dedicarsi alla cronaca dello scontro (Casting). Un po’ tutti hanno pensato immediatamente agli eSport. C’è da dire che però, Nintendo è culturalmente lontano dalla gestione molto commerciale di questo business. E anche dalle logiche dei campioni di questa nuova disciplina. 

Tuttavia, entrare negli eSport non è come lanciare una nuova console. Servono investimenti per questo tipo di manifestazioni, sopratutto se si vuole raggiungere una scala globale interessante sotto il profilo dei rendimenti. Bisogna solo capire quindi quanto sia finanziariamente sostenibile.

Su ESL sono iniziate da questo mese, le prime coppe e tornei competitivi a livello nazionale e non, sperando che con queste occasioni, venga arricchita la libreria dei giochi competitivi che, mano a mano svilupperano il panorama eSportivo nel mondo; tra l'altro su una console nuova in questo mondo.



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