Eventi dal vivo: "Per Fortuna"

Gabriele Di Rito, da sempre appassionato di videogiochi sin dai primi anni '90 con Amiga600.

"Sono entrato nel competitive con PES dopo aver partecipato ad una LAN nel 2009 con player di tutto il mondo a Roma".

successivamente, Gabriele, fondò un clan: i Maja, "Nascono su Battlefield 4 e, da 3 persone, diventammo velocemente 150 ma, ahimè, non c'era competitive nonostante la tanta competizione tra clan italiani [...] Per trovare un rimedio cominciai ad organizzare tornei italiani, furono belle esperienze nonostante non ci fosse in palio nulla, ragazzi e player ad impegnarsi ed esaltarsi per dei tornei organizzati da me non aveva prezzo".

Su Rainbow Six, Gabriele, cominciò a vedere la vera parte dell'eSport, cominciò anche qui ad organizzare tornei. Cominciò ad avvicinarsi al mondo delle multigaming: l'idea di un clan, solo su un gioco non soddisfaceva più. "Il mio obiettivo era quello di creare un gruppo unito su molti giochi e poter organizzare eventi".

Da soli i maja non potevano allargarsi, con gli stessi principi, si fusero con un clan partito su COD. "Aprimmo così la associazione sportiva dilettantistica EMME GAMING in modo da poter creare in un modo serio l'occasione per ragazzi di partecipare all'eSport che conta".

"L'eSport per me non è nient'altro che uno sport, nè più nè meno. [...] Non perchè non si suda non vada considerato come sport, dietro all'eSport ci sono player che si allenano, che sviluppano la concentrazione ed altre qualità".

In Italia siamo però retrogradi, per la maggior parte della popolazione un videogioco è un passatempo per bambini e, finchè le persone sia fuori che anche all'interno del mondo eSportivo penseranno solo a sè stessi la situazione non cambierà. "Bisogna aiutarsi".

Il 17-18 Giugno, a Roma ci sarà un evento organizzato da EMME GAMING e da Project Zero organizzato su Rainbow PS4, "Tengo a ringraziare Stefano, della VFL eSport, che ci aiuta ad organizzare quese attività che non vengono considerate nonostante il lavoro dietro sia notevole".

"Trovare persone affidabili per organizzare tutto non è facile, tantomeno trovare i partecipanti, purtroppo molti ragazzi sono giovani e la spesa e il tempo rendono difficile la loro partecipazione [...] In più aggiungerei la mancanza di conoscenza da parte di genitori della serietà dell'evento eSportivo, crea dei problemi ai ragazzi che vorrebbero provare queste esperienze". Esperienze bellissime dove, a parte la competizione, si ha l'opportunità di conoscere compagni di team. "Quei compagni che sono diventati amici virtuali nei pomeriggio di allenamento, dove quando si ha un problema ci si confida con loro, un evento unisce tutti, rivali e non".

L'evento di Roma sarà in due giorni un ottima occasione anche di passare una serata insieme, per chi non potrà esserci, potrà comunque vederla in live. attraverso questo gioco ho conosciuto amici, sono andato ai loro matrimoni, oganizzato raduni, visto diventrali genitori. Emozioni che solo uno sport può dare".


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