Tra eSport e "Operation Health"

Shockwave, mi chiamai così dopo aver visto Transformers 3” questa è la Tag di Giacomo Bosio che a pochi mesi dall’uscita di Rainbow, fu chiamato da Dragons Power, multigaming ormai parecchio in vigore.

Piano piano scalai le gerarchie e diventai capo team, facemmo qualche LAN; non me lo sarei mai aspettato venendo dal panorama di Battlefield 4”, ed è proprio a quell’evento che “Shockwave” conobbe gran parte della community di Rainbow Six. Soprattutto “Eddie”, player iDomina, al quale Giacomo dedica queste poche battute: ”Lui mi insegnò realmente a giocare, gli sono parecchio grato”.

Dopo la LAN il roster del team cambiò ed iniziarono ad arrivare player di alto calibro insieme ad i buoni piazzamenti in tornei ESL come i due podi europei, “Nel frattempo diventai un admin di dP, ruolo che ricopro tutt’ora”

Attualmente Shockwave, come player, è fermo. Ma non come admin dato che, da poco ha reclutato per “Dragons Power” due ottimi team formati da ragazzi in gamba. “Stanno dimostrando di essere tra i top di serie in Italia ed in Europa, sono fiero di loro […] sono molto felice anche del team Accademy e del loro responabile che mi sta dando una mano incredibile”. I recenti piazzamenti fanno ben sperare.

“Indossare questa maglietta è la cosa più bella che possa accadere perché ti da quel senso di appartenenza ad una famiglia”.

Oggi uscirà il nuovo aggiornamento, Operation Health, devo essere onesto io quest'Operation Health non l'ho digerita proprio subito perchè una software house come Ubisoft non doveva arrivare a ció, mi spiego meglio: tutti sappiamo che quando Ubi ha presentato Rainbow ha puntato ad un titolo eSport Orientative quindi non capisco come sia potuto accadere che per correggere degli errori che il gioco si porta con se dalla beta ci sia voluto un anno e le continue lamentele della community. Prendiamo per esempio Bf gioco prettamente fun, EA ha fatto il CTE ovvero dei server assestanti dove venivano provate patch, DLC e quant'altro, ora non dico che ubi doveva fare la medesima cosa peró prendere spunto non avrebbe fatto male. Alla fine peró una parte di me è contenta perchè almeno il gioco non lo lasciano morire e lo aggiornano in modo più corretto possibile sperando peró che non vengano ascoltati i pareri nauseanti di determinati utenti che farebbero diventare il gioco un Minecraft 2.0” questa la risposta di Giacomo relativa all’update che in giornata verrà rilasciato da Ubisoft. Ma come la pensa l’esperto Shockwave sul competitive di Rainbow Six? 

“Dopo la fine della prima season io mi aspettavo un continuo di tale competizione e così è stato e sarà perchè ci sono altre season in programma e questo mi carica a pallettoni e mi sprona, in più ne sono entusiasta perchè finalmente non ci sarà solo Cs e COD come fps competitivi trainanti”

Anche secondo l’admin dei dP il competitive in Italia è molto deludente dato che il CONI non lo riconosce ancora come sport, “La speranza è l’ultima a morire, forse non siamo così messi male” afferma dopo aver riflettuto un attimo su ciò che al momento gira intorno all’esport. Ora come ora sono molti gli investimenti in questo panorama anche da aziende di livello e da squadre calcistiche professionistiche: “Per quanto riguarda le squadre calcistiche nel mondo dell'esport è un argomento molto delicato da trattare, è una cosa molto nuova allo stato embrionale possiamo dire, dovremmo aspettare nuovi sviluppi per poter dare un giudizio sensato e non dire cavolate. Comunque in soldoni per essere diciamo più semplici e raggiungere un pubblico più amplio l'esport è lo sport elettronico, disciplina molto diffusa all'estero che da da mangiare a milioni di persone e che è tranquillamente paragonabile a molti sport, perchè come dice la definizione stessa,  lo sport è una attività che impegna, sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche, svolta con intenti ricreativi ed igienici o come professione[…] Poi per fare un esempio la Francia li ha legalizzati creando leghe apposta e tutelando gli ATLETI con federazione dedicate ma questo non lo hanno fatto solo loro ma anche altre nazioni” così conclude Giacomo “Shockwave” Bosio.


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