Il ritorno dei favolosi anni '30





image


C'erano una volta i cartoni animati anni '30, grotteschi, inquietanti ma realizzati con una cura maniacale. A quel tempo non esistevano i computer ad aiutare i disegnatori, a quel tempo si disegnava tutto a mano, tavola dopo tavola, e i risultati erano stupefacenti per l'epoca. Personaggi strani, che sembravano usciti da un incubo dopo aver mangiato peperonata appena prima di andare a dormire, prendevano vita in storie al limite dell'assurdo ma che sapevano fare presa sia sui giovani che sugli adulti, contribuendo ad un genere che si è evoluto all'inverosimile nel corso degli anni. MDHR Studio si deve in qualche modo sentire molto legata a quell'epoca e, dando fondo a tutte le risorse a disposizione (soprattutto economiche), ha dato vita a quel gioiello che è Cuphead.

La storia comincia quando i 2 protagonisti decidono di giocare al casinò contro il diavolo in persona. Ovviamente la posta in gioco non può essere altro che l'anima che... i 2 perderanno senza neanche sforzarsi troppo. Bisogna dire però che il diavolo sa essere anche ragionevole e i nostri ragazzi-tazza avranno la possibilità di salvare la propria preziosa anima recuperando quelle di altri personaggi sparsi per il gioco e che hanno precedentemente firmato un contratto con il diavolo. A questo punto non ci resterà altro da fare se non girare per la mappa di gioco parlando con personaggi decisamente strani, come ad esempio un pesce seduto sulla riva di un fiume che passa il suo tempo... pescando. Girando per la mappa avremo modo di affrontare i vari livelli del gioco e i boss sparsi quà e là per arrivare all'obiettivo finale che sarà sempre portare a casa la pellaccia.


image

Cuphead è un classico shoot 'em up a scorrimento orizzontale per uno o due giocatori come ai vecchi tempi, che prende spunto da classici intramontabili come Metal Slug e Contra, e come allora la difficoltà regnerà sovrana per tutto lo svolgimento del gioco. I programmatori non hanno voluto andarci tanto per il sottile e hanno confezionato un titolo davvero tosto. Proseguire attraverso i livelli sarà un'impresa ardua che richiederà una grande dose di: pazienza, precisione e concentrazione. Non ci saranno checkpoint sparsi per lo stage di turno e quindi preparatevi al peggio, perché morire significherà ricominciare il livello dall'inizio, anche se sarete ad un pelo dalla sua fine. Ma tutto questo non rende il gioco odioso o da evitare come la peste, perché l'alta difficoltà crea piuttosto una sfida appassionante, dove rifare uno stage dal principio sarà solo un altro modo per migliorare la propria performance fino alla perfezione. Saranno presenti livelli in cui procedere a piedi e altri in cui voleremo su aerei, ma in nessuno di questi potremo stare tranquilli. Anche i boss sapranno darci del filo da torcere e sconfiggerli potrebbero richiedere numerosi tentativi, ma alla fine rimarrete molto soddisfatti. Perché sia con i nemici nei livelli che con i boss, Cuphead non presenterà una particolare intelligenza artificiale che si adatterà al nostro modo di giocare rendendoci la vita impossibile. In Cuphead tornano di prepotenza gli schemi tanto cari e tanto odiati dai giocatori di vecchio stampo. Ogni nemico che incontreremo sul nostro cammino rispetterà uno schema d'attacco ben preciso che ripeterà ad intervalli regolari. Starà a noi impararli tutti e contrattaccarli in sequenza, mantenendo precisione e sangue freddo in tutto il marasma che si svilupperà durante uno stage o contro un boss.


image

Graficamente il titolo di MDHR Studio è davvero un capolavoro. tutti gli sfondi e tutti i personaggi presenti nel gioco sono stati disegnati a mano proprio come si faceva una volta (pur facendolo su un computer) e la particolarità del titolo è che non solo ogni livello ha il suo particolare fondale, ma ogni livello presenta dei nemici che troverete solo lì e non in nessun altro stage. In ogni livello troveremo personaggi assurdi e numerose citazioni ai cartoni animati anni '30 su cui è basata l'intera produzione. Una su tutte è la presenza di un personaggio molto simile a Woody Woodpecker che noi conosciamo come Picchiarello. Anche il comparto sonoro raggiunge livelli molto alti, presentanto musiche che sembrano provenire direttamente dal passato e che si sposeranno perfettamente con ogni situazione. Saranno presenti in tutto 3 isole da esplorare, 2 livelli per ogni isola e un buon numero di boss che dovrebbero portare la longevità globale sulle 6 ore, e se considerate che il gioco costa 20€, capirete da soli che ne vale davvero la pena. Se vi può sembrare poco dovete però considerare che il gioco offre un sistema di valutazione basato sul tempo e sugli errori fatti, e i più tenaci tra gli utenti potrebbero decidere di cercare di ottenere dei record in ogni livello, aumentando esponenzialmente la durata complessiva.


image

Complessivamente Cuphead non delude le aspettative e si propone come il miglior titolo Indie sul mercato e uno dei migliori giochi mai usciti. Graficamente realizzato in maniera impeccabile colpisce per l'impegno dei programmatori che trasuda da ogni schermata. L'alta difficoltà che costringe il giocatore ad impegnarsi in ogni livello rende poi la sfida estremamente appassionante. Per i neofiti del genere potrebbe risultare frustrante, ma un tentativo andrebbe comunque fatto per uno dei titoli più belli e ispirati della nostra epoca.