Una doverosa Remaster


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Premessa

Recensire una remaster di un classico, o meglio doverle un voto, è sempre un compito assai rognoso: bisogna valutarlo solo come Remaster (qualità nuove texture, aggiunte etc..), oppure devo valutare anche il gioco in sé? Ho deciso di tenere molto conto del gioco in sé, soprattutto per guidare l’acquisto coloro che non lo provarono all’epoca.


Edizioni acquistabili

Quando si pubblica una remaster è abbastanza inusuale crearne un’edizione limited (e addirittura una collector!). Ma i fan del brand Final Fantasy sono tanti e spesso ipersensibili a queste particolari edizioni, Square-Enix ne è ben contenta e cerca di proporle sempre in abbondanza; a volte con alternative sensate (come questa steelbook), a volte sfiorando il ridicolo, come il set bottiglia di vino (dal valore reale di 70€), più due bicchieri Swarovski in cristallo, venduto a poco meno di 900€ in occasione dei trent’anni della saga. Il prezzo pieno dell’edizione standard è di 50€, quello della limited (cartone + steelbook) è di 55€ e infine quello della collector (solo store ufficiale di Square) è 200€; esistono inoltre vari accordi con diversi siti per alcuni contenuti esclusivi, come il poster allegato alla versione standard se acquistato su Amazon. 


16 Marzo 2006

Questa la data d’uscita di FFXII in Giappone, pochi mesi dopo arriverà in Nord-America e il 23 Febbraio 2007 in Europa. Ottenne fin da subito un ottimo successo commerciale e di critica, ma nonostante questo molti fan dei capitoli storici, tra i quali il sottoscritto, subirono drammaticamente il netto cambio di gameplay e quello dello stile narrativo, dovuto al cambio dell’autore principale, Hironobu Sakaguchi (anche se la grossa botta era già arrivata con X-2!) . Tuttavia, a differenza dei seguenti XIII e XV, che nonostante non si tratti di prodotti pessimi presentano problemi molto evidenti, qua ci troviamo oggettivamente di fronte ad un videogioco ottimo, che poi personaggi, atmosfere e arco narrativo riescano o meno a entrarvi nel cuore è un’altra faccenda.

Chi non ha vissuto l’epoca PS2 difficilmente potrà capire a pieno cosa significava tecnicamente questo gioco per l’epoca: le lande immense, la diversificazione dei modelli, le animazioni, texture di altissima qualità, il tutto unito agli splendidi filmati pre-renderizzati, questi sono alcuni degli elementi che hanno contribuito a far eleggere FFXII come “miglior titolo PS2” da moltissimi specialisti del settore. Dato che uscì a fine epoca PS2, non sarebbe del tutto errato fare un paragone con quello che fu The Last Of Us su PS3.


Giocare oggi a FFXII

E’ un titolo che, a parer mio, vale la pena provare se volete esser considerati dei cultori del videogioco, o perlomeno dei GDR. Non è tuttavia il Final Fantasy che consiglierei per chi vuole impattarsi per la prima volta alla saga, anzi è quello che maggiormente sconsiglierei (insieme al XV), non per motivi di bellezza del gioco, ma piuttosto per il suo gameplay totalmente scollegato con tutto il resto della saga. I combattimenti fino ad allora seguivano tutti il principio dell’ATB (Active Time Battle): in parole povere, ogni personaggio ha la sua barra di caricamento del proprio turno, una volta caricata eseguirà una determinata azione in base alla scelta del giocatore, gli avversari operano al medesimo modo; attenzione però, mentre noi pianifichiamo la mossa da fare, la barra di riempimento del turno dell’avversario va avanti e se tergiversiamo troppo rischiamo di beccarci vari attacchi, l’unico capitolo principale che non adottava questo sistema era il predecessore di FFXII, cioè FFX (l’XI era un mmorpg), nel quale l’avversario non ci attaccava finché non avevamo terminato il nostro turno.

In FFXII controlliamo un solo personaggio alla volta (possiamo decidere anche a battaglia in corso chi controllare) e gli altri operano in base se attiviamo o meno il sistema Gambit, fondamentalmente si tratta di poter dire all’IA cosa fare nelle varie situazioni, esempio: Se Alleato <30% vita -> Magia Curativa. Sistema da molti elogiato quanto da tanti criticato, scoprirete sfruttandolo di quale schieramento fate parte. 

Oltre a questo, mancano i combattimenti casuali, classici di tutta la saga fino ad allora (torneranno nel XIII per poi sparire nuovamente nel XV); i mostri infatti saranno visibili e deciderete voi se ingaggiarli o aggirarli. 

Ci sono molte altre mancanze rispetto a tutti gli altri capitoli, che non deve esser per forza un punto negativo, anzi gli sviluppatori all'epoca ebbero il coraggio di creare un gioco con il suo carattere, e meno male hanno evitato penosi e continui richiami che avrebbero fatto sembrare questo gioco una parodia della saga stessa.


Le differenze con la versione originale

Questa parte potrebbe rappresentare tranquillamente il grosso della recensione, tuttavia le abbiamo già trattate in un articolo a parte, che potete leggere cliccando qui.

Mi limito a dirvi che questa edizione per la precisazione è la rimasterizzazione della versione “Final Fantasy XII: International Zodiac Job System”, mai giunta in Europa, e per questo la rimasterizzazione dalle nostre parti acquista molta importanza. E' tuttavia un vero peccato non aver la possibilità di scegliere quale sistema di sviluppo utilizzare, sarebbe stata un'opzione che avrebbe donato a questa versione un valore inestimabile. 

Consiglio dunque assolutamente questo titolo a chi ha amato l'originale all'epoca (e rinnovo invito a leggere l'articolo sulle differenze tra questa versione e quella PS2). Per chi non ha giocato l'edizione originale, l'acquisto è doveroso se siete amanti dei GDR: dove per GDR intendo quelli veri, non giochi action/adventure con qualche componente GDR, altrimenti tutti i giochi attuali sarebbero da considerare GDR, perdendo così il significato puro del termine.